Forse non tutti sanno che l’Italia è uno dei più grandi produttori di formaggi al mondo. Non c’è praticamente regione italiana che non abbia dei propri formaggi tipici e, vi assicuro: sono tutti uno più buono dell’altro. Una fetta tira l’altra.

Tra questi, uno tra i più noti al mondo è, senza ombra di dubbio, il Parmigiano Reggiano, per molti versi definito “il re dei formaggi”. Un formaggio versatile, altamente nutritivo e golosissimo che viene apprezzato ormai da secoli da tutti gli estimatori dei formaggi.

Ma come nasce il Parmigiano Reggiano?

La storia del Parmigiano Reggiano parte molto in là nei secoli, per l’esattezza nove secoli fa, nelle terre tra il Po e l’Appennino.

In queste terre fertili sorsero, infatti, gli allevamenti ed i caseifici nei quali si è sviluppata la ricetta del Parmigiano e il suo procedimento di stagionatura. E forse non tutti lo sanno, ma la ricetta medievale di questo formaggio è stata creata dai monaci benedettini. Si deve a loro la nascita di questo formaggio che, ancora oggi, possiamo apprezzare sulle nostre tavole e che, oggi come allora, viene sempre prodotto nelle stesse zone e nella stessa maniera.

Il Parmigiano Reggiano nasce tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e parte delle province di Mantova e Bologna. Solo il formaggio prodotto in queste zone può pregiarsi del nome di Parmigiano Reggiano, tutti gli altri formaggi sono solo delle pallide imitazioni.

Ma come si fa il Parmigiano Reggiano?

La procedura di preparazione del Parmigiano Reggiano è davvero lunga ma è molto interessante. Non scordiamoci, infatti, che è un formaggio stagionato e, come tutti i cibi stagionati, la sua preparazione non può che essere lunga.

Tutto parte dal latte, che viene raccolto in due momenti diversi della giornata: la prima volta al mattino e la seconda volta alla sera. Questo latte viene lasciato riposare fino alla mattina successiva, in modo da far affiorare la parte grassa in esso presente. Questa verrà, poi, eliminata e destinata ad altri usi, mentre il latte rimasto viene versato in appositi recipienti assieme a caglio e siero al fine di farlo coagulare ed ottenere la cagliata.

Una volta ottenuta la cagliata, questa viene sminuzzata in piccoli granuli, per poi essere sottoposta ad una cottura a 55 gradi centigradi, fino a formare una sola massa la quale viene estratta dal recipiente ed avvolta in una fascera per far assumere al formaggio la forma che tutti conosciamo.

In questo momento, tutte le forme numerate e marchiate.

Dopo qualche giorno di “riposo”, tutte le forme vengono immerse in una soluzione di acqua e sale per un mese, per fare in modo che la forma di Parmigiano assorba lentamente il giusto contenuto di sale.

Per creare ogni forma, servono 550 litri di latte!

Da questo momento parte la stagionatura, che segue diverse tappe, che vanno dai 12 ai 30 mesi.

Durante ogni tappa di stagionatura (12, 18, 22 e 30 mesi) le forme di formaggio subiscono diversi e costanti controlli che permettono loro di meritarsi il marchio relativo ad un determinato livello di stagionatura. Per ogni stagionatura, infatti, corrispondono non solo diverse caratteristiche organolettiche, ma anche un determinato tipo di marchiatura.

Come gustare il Parmigiano Reggiano.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio gustosissimo ed è buono già da solo, senza aggiunte, però è l’ideale per dare un sapore particolare ai vostri piatto o, perché no, per creare ricette speciali per le vostre cene, siano esse formali o quotidiane.

Dalla pasta fino alla frutta, il Parmigiano Reggiano si presta a tantissime interpretazione ed accoppiamenti.

In alcune ricette, questo formaggio è un must, come nel caso del Pesto alla Genovese o le melanzane alla parmigiana, ma la versatilità del Parmigiano è tale che può essere inserito nelle vostre torte salate, nelle lasagne, sulla pizza, nei vostri risotti ed in decine di altre ricette salate, donando un gusto sempre unico ed esaltante.

La fantasia è l’unico limite che si può porre a questo formaggio. I suoi usi in cucina sono infiniti.