La Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale

Considerando l’importanza che il patrimonio culturale immateriale riveste per i popoli in quanto fattore della diversità culturale e garanzia per uno sviluppo sostenibile, l’UNESCO ha approvato nel 2003 la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. Accanto ai siti che rappresentano espressione tangibile del patrimonio culturale, come ad esempio un sito archeologico o il centro storico di una città, l’UNESCO ha istituito una lista che raccoglie i patrimoni immateriali e orali dell’umanità al fine di sottolineare l’importanza che tali espressioni culturali rivestono per la storia e per la cultura di un popolo. Con il termine di patrimonio culturale immateriale si intendono le conoscenze, le espressioni e il know-how, così come gli oggetti e gli spazi ad essi associati, che, trasmessi di generazione in generazione, vengono riconosciuti dalle comunità e dagli individui come parte del loro patrimonio culturale. In tale definizione rientrano quindi le tradizioni e le espressioni orali, compreso il linguaggio, le arti dello spettacolo, gli eventi rituali e festivi, le cognizioni relative alla natura e all’universo e l’artigianato tradizionale.

L’opera dei Pupi Siciliani: il primo patrimonio immateriale italiano

Il primo patrimonio immateriale italiano ad essere stato iscritto nella lista del 2001 è stato l’Opera dei pupi siciliani, una tradizionale forma di teatro realizzato con marionette affermatosi tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo in Italia Meridionale. Tali rappresentazioni portano in scena saghe cavalleresche, aventi spesso per protagonisti Carlo Magno e i suoi paladini in lotta contro i Saraceni, e storie che raccontano la vita di briganti o di santi. L’artigianato delle marionette, i cosiddetti pupi, è strettamente legato alla rappresentazione teatrale ed è un sapere tramandato di generazione in generazione in apposite botteghe. In diversi luoghi della Sicilia è possibile ammirare ancora oggi spettacoli dell’Opera dei Pupi Siciliani, come ad esempio a Palermo, Catania, Siracusa e Messina. Imperdibile per chi desidera conoscere questa suggestiva forma d’arte sono il Teatro dei Pupi Siciliani a Siracusa, il Teatro Carlo Magno di Palermo e il Museo e Teatro dei Pupi Fratelli Napoli di Catania, dove la tradizione dei pupi è tramandata fin dal 1925.

Il patrimonio immateriale italiano tra cibo, feste religiose, canti, artigianato tradizionale e pratiche agricole

Il patrimonio italiano, anche per quanto riguarda gli aspetti immateriali, è ricco e diversificato e abbraccia espressioni artistiche, artigianato tradizionale, feste religiose e persino modelli nutrizionali. Gli altri patrimoni immateriali inseriti negli anni nella lista UNESCO sono infatti:

  • il canto a tenore della cultura pastorale sarda, un antico canto corale nato dalla millenaria tradizione pastorale della Sardegna;
  • l’artigianato tradizionale del violino a Cremona;
  • la dieta mediterranea;
  • la Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla, che include quattro feste cattoliche svolte annualmente a Viterbo, Nola, Palmi e Sassari, durante le quali grandi macchine votive vengono condotte in processione a spalla;
  • la coltivazione della vite Zibibbo secondo la tecnica ad alberello tipica di Pantelleria.

Terra ricca di beni di inestimabile valore storico, culturale, estetico e folkloristico, l’Italia offre la possibilità di immergersi in atmosfere fuori dal tempo e di riscoprire saperi, memorie e rituali tramandati per secoli, e in alcuni casi per millenni, a volte solo attraverso la tradizione orale. Un patrimonio da preservare e da custodire gelosamente in modo da poterlo trasmettere intatto alle generazioni future insieme ai beni materiali, sia culturali che paesaggistici, che popolano il Bel paese.