Il nostro Bel Paese non è secondo a nessuno se si parla di bellezze artistiche e naturalistiche. Cela, tuttavia, un lato oscuro costituito da luoghi inquitanti ai quali sono legate leggende capaci di far tremare il visitatore più coraggioso.

Palermo: le Catacombe dei Cappuccini

Nel citare i luoghi più inquietanti del nostro Bel Paese, non si può evitare di parlare delle Catacombe dei Cappuccini. A Palermo, a partire dal XVII secolo, sono state tumulate migliaia di salme di frati e persone del popolo. Lo spettacolo che si prospetta davanti al visitatore è a dir poco macabro: percorrendo un tortuoso percorso di cunicoli stretti e bui ci si trova faccia a faccia con una lunga serie di cadaveri, alcuni appesi a cinghie, altri adagiati all’interno di nicchie. Dopo il primo cadavere, di Frate Silvestro da Gubbio, sepolto nel 1599, si aggiunsero quelli di alti prelati e di persone di spicco nella società tra cui anche Rosalia Lombardo, la bambina morta all’inizio del ‘900, il cui cadavere si mantiene tutt’ora in un misterioso splendido stato di conservazione.

Ferrara: il manicomio di Aguscello

La carrellata dei luoghi più impressionanti del Bel Paese continua con il manicomio di Aguscello, a Ferrara. Nato come residenza privata e adibito successivamente ad ospedale per tubercolotici, l’edificio divenne una struttura psichiatrica in seguito all’acquisizione da parte della Croce Rossa. Quello che successe realmente all’interno delle mura dell’ospedale rimane chiuso all’interno degli archivi della Provincia di Ferrara ma tradizione vuole che le suore incaricate di gestire la struttura praticassero le sevizie più brutali. I giovani pazienti venivano costantemente sottoposti a punizioni corporali e a torture psicologiche: lo testimonia la macchina dell’elettroshock rinvenuta in seguito, tra i resti dell’edificio.

L’ospedale psichiatrico venne abbandonato a partire dagli anni ’70. Un’ipotesi sostiene che il motivo è da ricondursi ad un incendio di origine dolosa, durante il quale tutti i pazienti all’interno dell’edificio trovarono la morte dopo essere stati segregati dalle suore in una stanza del piano più alto. Un’altra teoria vede come protagonista il piccolo Filippo Erni che, sottoposto a indicibili supplizi, perse il lume della ragione e uccise la maggior parte dei suoi compagni. Sono in molti a giurare che il suo fantasma si aggiri ancora tra le pericolanti mura dell’ospedale.

Genova: Cà de Anime

A Voltri, in provincia di Genova, esiste un edificio da sempre conosciuto come teatro di strani avvenimenti e macabre apparizioni. Stiamo parlando della Casa delle Anime,  situato sull’antica via dei Giovi. Adibito a locanda durante il Medioevo. I locandieri, tuttavia, erano tutt’altro che persone caritatevoli. La leggenda narra che, durante la notte, non si facessero scrupoli ad uccidere gli ospiti per derubarli dei pochi averi che portavano con sé. Quando la voce cominciò a diffondersi  iniziarono le indagini, nel terreno attorno all’edificio furono scoperti i cadaveri dei poveri malcapitati. I proprietari furono condannati e giustiziati. In seguito a queste macabre vicende, la casa rimase disabitata fino dopo la seconda guerra mondiale. Dopodiché  vi si insediò una famiglia caduta in disgrazia. Dalle stanze nelle quali usavano dormire gli ospiti della locanda si alzavano urla e lamenti e una sera apparve lo spirito di una ragazza alla ricerca del suo perduto amore, brutalmente ucciso dai locandieri. La famiglia, in preda alla disperazione, decise di fuggire, lasciando per sempre la casa che ora viene visitata esclusivamente dagli amanti del brivido.