Ci sono luoghi che sembrano esistere sospesi tra le pieghe del tempo, placidamente addormentati in un sogno perpetuo. Questi luoghi custodiscono segreti ancora vivi, memorie legate alle tradizioni popolari che hanno sapientemente tessuto la trama del folklore. Riscoprire questi posti incantati, a cavallo tra storia e leggenda, è come avventurarsi in un viaggio a ritroso nel tempo. Disseminati sulle rive di laghi placidi, nei “cuori” silenziosi dei boschi o incastonati nelle rocce su cime impervie questi luoghi attendono solo di poter narrare la loro storia.

Manziana: antiche leggende avvolte dal verde del bosco di “Macchia Grande”

A pochi chilometri dalla caotica capitale romana, esiste un paese che vive all’ombra delle antiche fronde di cerri e querce. Poco distante dalle acque del [url=https://www.folclore.eu/eventi/chiare-fresche-dolci-acque-del-lago-di-bracciano-bracciano/]lago di Bracciano[/url] si trova Manziana, un luogo incantato dove il tempo sembra rallentare e respirare più lentamente. Abbracciata dai morbidi contorni collinari, Manziana è un paese fortemente legato alle sue radici e al bosco che ne lambisce i confini. Ed è proprio tra i suggestivi sentieri del bosco “Macchia Grande” che ancora oggi è possibile ammirare i resti di antiche sepolture etrusche e le tracce consumate dal tempo di ville e strade di epoca romana. Il folto del bosco però custodisce segreti e storie ancora più antichi, che si fondono con la magia e la superstizione del luogo.

Il Ponte del Diavolo: tra storia e mito

Per raggiungere il diabolico Ponte del Diavolo, è necessario addentrarsi nel “cuore” del bosco. Databile intorno al I secolo a.C, il Ponte del Diavolo rendeva possibile l’attraversamento del fosso della Selciatella. Il suo scopo era quindi quello di permettere ai romani dell’epoca di raggiungere le antiche terme di Stigliano. La sua mole ancora oggi incanta e incute timore, con un altezza di 9 metri e una lunghezza di circa 90 metri. Il Ponte del Diavolo fu realizzato utilizzando le pietre locali vulcaniche e costruito con la tecnica dell’opus quadratum, ovvero sovrapponendo i blocchi di pietra senza utilizzare la malta. La bellezza suggestiva del Ponte del Diavolo è circondata ancora oggi dalla leggenda che vuole la sua costruzione ad opera del Demonio.

Una leggenda impressa nella pietra

Quella del Ponte del Diavolo narra dell’incontro inaspettato di un prete con il Demonio. Forse per paura, o per arroganza, il prete iniziò un’accesa discussione con l’Angelo caduto accusandolo di essere un inetto e un fannullone. Il Diavolo, notoriamente poco avvezzo alle critiche, decise allora di stringere un patto con il prete. In una notte avrebbe costruito un ponte enorme proprio a cavallo del fosso dove si trovavano. In cambio però il Diavolo pretese un obolo di quattro anime. Il prete, scioccamente, accettò e lasciò il Diavolo a compiere la sua opera. In una sola notte il Diavolo, aiutato da demoni e creature diaboliche, realizzò un Ponte monumentale. L’indomani il Diavolo, piuttosto soddisfatto del suo operato, andò alla ricerca del prete per mostrargli la sua “creatura” di pietra. Dinanzi a quella struttura così imponente e solida il prete impallidì, e non potendo sottrarsi al patto diabolico consegnò al Diavolo quattro anime prese tra i suoi fedeli. Prima di tornare nella sua sulfurea dimora però, il Diavolo volle lasciare un segno della sua potenza. Impresse quindi l’orma della sua mano in una delle pietre del Ponte a memoria eterna della sua grandiosa impresa.