Vijè cudì e cantè

Si rievocano le festose accoglienze che il Sindaco, la consorte e tutti i Cellesi, riservavano alla famiglia del Conte Ramelli durante le annuali visite, solitamente accompagnati da nobili famiglie loro alleate.

Descrizione

La Pro Loco ed il comune di Celle Enomondo con Vijè cudì e cantè intendono rievocare Atmosfere di altri tempi , le festose accoglienze che il Sindaco la consorte e tutti i Cellesi, riservavano alla famiglia del Conte Ramelli durante le annuali visite, solitamente accompagnati da nobili famiglie loro alleate. Già nei tempi passati la vita sociale della comunità Astigiana era animata da feste ed eventi legati al ciclo dell’anno, alla quotidianità alla religione ed occasioni particolari come la visita di nobili e illustri personaggi. Nel 1704 molti furibondi francesi varcarono i nostri colli, passarono per Celle lo derubarono lo incendiarono, fecero oltraggio al Santissimo Sacramento e strage di Cellesi. Dopo aver tutto distrutto se ne andarono lasciando il paese nella più grande desolazione. Solo due case furono salvate. Nella visita effettuata nel 1805, per i 100 anni della ricostruzione del paese il Conte ricordò alla popolazione che il suo antenato, quando Celle era feudo dei Conti Ramelli, aveva promesso di aiutare e prendere sotto la propria protezione i Cellesi; in cambio la parte benestante della comunità aveva l’obbligo, la domenica mattina sul sagrato della chiesa, di distribuire gratuitamente una ciotola di fagioli alle famiglie bisognose. I contadini di Celle, con operosità, producevano il vino Barbera di cui andavano molto fieri. I Conti Ramelli, consapevoli della sua squisitezza, ne richiedevano sempre la fornitura annuale. Le visite in onore del Conte Ramelli e a tutto il suo seguito erano motivo di grande festa. In uno dei punti più alti del paese veniva allestito un semplice ma dignitoso banchetto, in modo che le luci della festa fossero visibili in lontananza ed i paesi vicini rivivessero con Celle la sua rinascita. Le vie si animeranno di canti, di antichi e scomparsi mestieri ( il cordaio, il cestaio, la filatura della lana e molti altri ), di nobili , contadini e mendicanti, di artisti e artigiani, di luci e suoni, di parole urlate e sussurrate, di allegrezza e buon umore. Nell’osteria di Madama Brinda e Monsù Botal, si potranno gustare antiche prelibatezze, dolci tradizionali, il Ratafià un antico liquore Piemontese e, naturalmente un buon vino Barbera. Dizionario: Vijè: fè la vijà: fare la veglia, nella cultura piemontese era il momento di riposo in cui si tramandavano da padre in figlio i canti, e i racconti della vita. Cudì : accudire: aver cura di: attrezzi e mestieri e…. Cantè: cantare

Informazioni

Ass. Turistica ProLoco di Celle Enomondo Via Roma, 30 – 14010 Celle Enomondo (AT) Mario Povero Strada Pozzo, 5 presso Cereria AstiCera Tel. 335 5705940 Fax 0141 205587

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