Alla processione partecipano circa 200 figuranti da quasi 100 anni. Suggestiva è la corsa del Cristo Morto al rientro in chiesa.

Descrizione

La processione lenta, solenne, scorre fra due ali di folla silenziosa e partecipe. Il fustigatore colpisce il Cristo dai piedi scalzi che cade trascinandosi dietro la croce; la folla ha un sussulto, qualcuno ha gli occhi lucidi di pianto. Sono anni che questo tipo di processione si snoda per le vie di Nocera Superiore nell´austero clima del Venerdì Santo, eppure è sempre come se fosse la prima volta. Si avverte nei giovani in costume, nella folla attenta, una partecipazione sentita, una tensione emotiva che gli anni non sono riusciti ad affievolire. Nonostante i tempi duri in cui il male è diffuso ovunque e si assiste quotidianamente alla decadenza dei valori, la processione del “Venerdì Santo di Pucciano” riesce ancora a toccare i cuori dei cristiani di oggi così come ha riempito di emozione quelli delle generazioni passate. Costante nel tempo è stata la presenza della folla, sin dai primi tempi ai primordi degli anni ´20 quando, dall´America, Salvatore Trolla inviò alla moglie il Cristo con le braccia snodabili e la statua dell´Addolorata. per il suo “Puccianiello”. Il sacerdote Pasqualino Pagano, cappellano di quei tempi, con la comunità di Pucciano, pensò di utilizzare quelle statue il Venerdì Santo, portandole in processione. Si trattava di un vero e proprio funerale: il feretro, ove giaceva il Gesù deposto, circondato da ghirlande di fiori, era seguito dalla statua dell´Addolorata e da moltissime donne vestite a lutto. Gli anni sono scivolati via lentamente, silenziosi. Molte cose sono cambiate, tante hanno perso la loro ragione di esistere eppure, questa processione del Venerdì Santo e ancora qui, viva, suscitatrice di emozioni. Certamente non è più come agli inizi, anche la processione ha subito vari cambiamenti e da esequie a Gesù morto si è trasformata in un vero e proprio annuncio progressivo della vita di Cristo e del mistero della Sua Passione e morte. Alla fine degli anni ´50 si incominciò a far sfilare in processione alcune statue di cartapesta, raffiguranti alcuni momenti della vita pubblica di Gesù. C´era il Gesù che accoglie i fanciulli, l´incontro di Gesù con la Samaritana, la resurrezione di Lazzaro, la moltiplicazione dei pani e dei pesci e altre. Chiudevano la processione le statue del nostro Gesù crocifisso ormai deposto dalla croce, che veniva adagiato sulla naca, e la Madonna Addolorata seguita da un numero elevato di donne vestite di nero che cantavano incessantemente. Infine una folla incredibile che seguiva il corteo processionale per le vie cittadine. Agli inizi degli anni ´60 i “misteri” di cartapesta sono stati sostituiti da personaggi che, indossando costumi d´epoca, riproponevano gli stessi temi. Questo tipo di processione si è andato man mano perfezionando sino ad oggi. Forse si è appesantito con elementi che negli ultimi anni hanno fatto perdere di vista la processione, ponendo l´accento sulla rappresentazione sacra. Oggi, però, è stato ripreso e perfezionato lo spirito iniziale, ponendo l´accento sulla particolarità della nostra processione che attraverso i “misteri” della Vita di Cristo si trasforma in annuncio visivo del Vangelo. Suggestivo ed emozionante è alla fine della processione la deposizione del Cristo dalla croce con il bacio a Gesù morto. Una folla incredibile con compostezza e raccoglimento profondo si avvicina alle statue del Cristo morto e dell´Addolorata poste sul sagrato della Chiesa. Qualcuno versa addirittura qualche lacrima e la folla si scioglie in un´inquietante e profondo silenzio. FONTE : Sito ufficiale

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