La tradizione del "sunà da mars", letteralmente suonare di marzo, rinnova una pratica magico-propiziatoria presente anche in altre località della Valtellina.

Descrizione

Quando Aprica era solo una realtà contadina ed il turismo ancora non rendeva la neve una benedizione del cielo, si usava svegliare la primavera con il suono di campanacci. La tradizione non si è mai perduta: tutti gli anni, l’ultimo giorno di febbraio, dalle contrade di S. Pietro, Dosso, Mavigna, S. Maria, Liscidini e Liscedo, gli abitanti percorrono le vie del paese con le cosiddette bronse ed i sampogn, i campanacci appunto, affinché il suono risvegli l’erba e la natura riprenda il suo corso. Una tradizione prettamente contadina e un modo originale per salutare l’arrivo ormai imminente della primavera ed il ricrescere dell’erba, visto che in tempi passati la cittadina di Aprica aveva nella pastorizia la sua attività principale. Nell’ultima serata, in ogni contrada si radunano tutte le famiglie e viene distribuito il mach, una polenta composta dalla farina data in omaggio da ogni famiglia, ma alle volte, con la farina di grano saraceno, si preparano anche i pizzoccheri.

Informazioni

IAT – Ufficio Turistico di Aprica Corso Roma 150- 23031 Aprica (SO) tel 0342746113 fax 0342747732 infoaprica@provincia.so.it info@apricaonline.com Pro Loco Aprica (per sponsorizzazioni) prolocoaprica@apricaonline.com Addetto stampa addettostampa@apricaonline.com

Lascia un commento

Condividi

Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su telegram
Condividi su twitter
Condividi su pinterest

Articoli recenti

Seguici su Facebook

Pin It on Pinterest

Shares
Share This