San Rocco, Patrono e Protettore di Gioiosa Jonica.

Descrizione

Tra le feste popolari che annualmente si celebrano nella Locride, quella di San Rocco, Patrono e Protettore di Gioiosa Jonica è tra le più rinomate, per la partecipazione plebiscitaria di fedeli, non solo della vallata del Torbido e di quelli del circondario di Gerace, ma anche dei numerosi emigrati, rientrati, per la circostanza, nel paese di origine. I festeggiamenti iniziano dal 14 agosto, dal primo pomeriggio quando la statua del santo viene esposta alla venerazione dei fedeli. Per tutto il novenario, che viene fatto in modo solenne con la presenza di Padri predicatori a cui viene affidata la direzione spirituale, le reliquie, custodite nel reliquiario, sono esposte ai piedi della statua. Le strade del paese sono addobbate con bandierine, festoni e barchette di carta velina sospese tra i balconi che ricordano l’arrivo della statua via mare col veliero S. Luigi nel 1748. L’illuminazione a giorno della Piazza Vittorio Veneto e delle strade principali del centro abitato indicano la via del santuario, verso il quale converge l’attenzione di tutti i fedeli e dei pellegrini devoti a San Rocco. Il 16 agosto viene fatta la cosiddetta jornata dove i pellegrini intonano per tutta la giornata i canti tradizionali in onore al Santo mentre il sabato, vigilia della festa, viene fatta la cosiddetta nottata dove i pellegrini fanno la veglia notturna con preghiere e canti. La mattina seguente, domenica, si fa la processione che viene allietata dal suono dei tamburi paesani e forestieri, da organetti, tamburelli, zampogne e pipite che fanno ballare tutti i pellegrini al magnifico ritmo della tradizionale tarantella in onore al Santo patrono dall’inizio (ore 9,30) alla fine della processione (ore 18,30/19,00). La processione parte dal Santuario e prosegue verso la chiesa Madre dove viene fatta la S. Messa solenne. Al termine, prosegue scendendo verso il centro e poi ritorna al santuario. Al Santo vengono afferti, per ottenere o ringranziarlo di una grazia rivevuta, riproduzioni in cera di membra ed organi del corpo. Ed alcuni dolci tipici fatti con farina e miele. Altro segno sono le icone dedicate al santo, che fino a qualche anno fa apparivano nei rioni del paese sotto forma di nicchie. Possiamo dire che tra le feste dell’intera locride quella di S. Rocco è una delle più suggestive e tradizionali. Il 27 gennaio di ogni anno, viene ricordato, con molta pietà e gratitudine, da tutto il popolo, il prodigioso evento della Sudorazione della Statua di S. Rocco, verificatosi il 27 gennaio 1852, come risulta, nei minimi dettàgli, da una memoria scritta, stesa dal Vice Protomedico del Distretto di Geraci, Errigo Agostino Condemi, in data 6 febbraio 1852, e dall’iscrizione marmorea, che si trova murata all’esterno della Chiesa, sopra la porta laterale.

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