La mattina di Pasqua a Santo Stefano, sul monte Argentario, si svolge un'antica tradizione che emoziona i presenti proprio nella sua profonda semplicità ed intimità: la Processione di Cristo Risorto.

Descrizione

La mattina di Pasqua a Santo Stefano, sul monte Argentario, si svolge un’antica tradizione che emoziona i presenti proprio nella sua profonda semplicità ed intimità: la Processione di Cristo Risorto. Alle prime luci dell’alba la popolazione si incontra trepidante davanti alla chiesa di Santo Stefano Protomartire, in attesa che il primo raggio di sole della giornata spunti da dietro le colline, per poi tuffarsi lentamente, con i colori rosati e dorati dell’alba, nel mare che bagna Santo Stefano e il Monte Argentario. Ora tutto è pronto: il paese in pochi istanti si veste a festa, dai balconi e dalle finestre stoffe e lenzuola bianche sventolano alla leggera brezza primaverile del mattino, le note della banda risuonano per le strade svegliando gli ultimi ritardatari, la Prociossione può avere inizio. La statua di Cristo Risorto inizia il suo itinerario per le strade di Santo Stefano, trasportata a braccia su un baldacchino da alcuni fedeli e seguita dalla popolazione numerosa ed entusiasta, disposta su un corteo che in ogni via si allunga sempre di più. La processione raggiunge il Molo della Sanità, sul Porto, e qui la statua di Cristo viene innalzata per tre volte, in ricordo dei pescatori e dei marinai che hanno lasciato la loro vita in mare. Poi, sopra la Cetina, il Cristo benedice il mare e il mare risponde con il suono delle sirene dei pescherecci, dei natanti, dei traghetti, degli yacht e delle piccole barche ormeggiati dinnanzi, in un frastuono gioioso che annuncia la Pasqua. L’ultimo tratto della Processione riconduce la statua in chiesa, dove nella navata scoppia un applauso carico di emozione. Ora si è compiuta la madre di tutte le processioni di Santo Stefano, arricchendo anche questa volta i cuori dei presenti di un’esperienza emozionante ed intensa. di Chiara Zirino

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