In tutti i ristoranti viene preparato il piatto delle primizie di primavera, una sorta di minestrone di origine antica, legato ai culti di maggio.

Descrizione

A Teramo il primo maggio è consuetudine trovare in tavola un piatto molto particolare noto con il termine di Virtù di Teramo. Un tempo pietanza prettamente casalinga, oggi è scesa in piazza, nei ristoranti e nei vari locali, festeggiata come patrimonio culturale della città. Le origini di questo piatto sono remote e il nome stesso rievoca in sé tradizioni, storia, cultura, fantasia: secondo la leggenda, sette giovani bellissime ragazze virtuose determinarono la scelta degli ingredienti stessi del piatto, in una gara in cui misero in pentola le proprie virtù, simboleggiate da un ingrediente. E’ documentato, inoltre, come nelle Calendis Maii, Romani varia Leguminum genera, quae Virtutes appellant, dal nome dei legumi detti Virtù ecco, quindi, il piatto tradizionale delle Virtù che, tra i suoi ingredienti principali, ha anche i legumi. Virtuose nella saggezza e nella pazienza furono inoltre le massaie che crearono e definirono questa saporita ricetta, infatti le Virtù sono minestre di assai lunga e lenta preparazione in cui ci vuole molta abilità e capacità di attesa per realizzare quel sapore prezioso ed inconfondibile della ricetta originale. L’anima di questo piatto è un crogiolo di sapori, saperi e alchimie, si pensi al numero 3 e 7 che ricorre insistentemente nella ricetta: sette odori freschi, sette verdure fresche, sette primizie dell’orto, sette legumi secchi, sette tipi di pasta fresca e sette di pasta secca e poi tre spezie e tre qualità di carni di maiale, amalgamati a queste anche uova, olio, burro, parmigiano, farina. Gli ingredienti delle Virtù richiamano e sintetizzano in un’unica pietanza i sapori e i prodotti della terra abruzzese di questa stagione, quelli conservati nelle madie lungo l’inverno e le primizie primaverili. Contorno alle Virtù carciofi e zucchine fritte e polpettine di carne. Le Virtù di Teramo sono un appuntamento culinario irresistibile per gli amanti della buona cucina e i cultori delle tradizioni enogastronomiche del Bel Paese. di Chiara Zirino

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