Descrizione

Schignano, attraverso il suo carnevale, racconta una storia piena di allegorie, simboli e di umanità. Schignano è sempre stato un paese povero, sul confine con la Svizzera proprio all’imbocco del sentieri degli “spalloni” (i contrabbandieri del lago di Como). Da sempre è anche un paese di emigrazione; da qui migravano tutti, restavano solo donne e bambini e gli uomini tornavano solo qualche mese all’anno, l’8 dicembre, e poi ripartivano la mattina dopo il martedì grasso. Il Carnevale quindi è una festa dell’addio. Per questo le maschere girano con le valige e il martedì grasso, a mezzanotte, con il fuoco del fantoccio che decreta la fine del Carnevale, si tirano fuori i fazzoletti e ci si asciuga le lacrime. Durante i festeggiamenti ci si divide in due fazioni: i belli e i brutti. I belli sono quelli che sono partiti e tornati ricchi e si pavoneggiano in città con collane d’oro, vestiti colorati, piume, campane in ottone costosissime e con un’andatura spavalda. Il brutto parte anche lui, ma torna sempre più povero, perché spende tutto in donne e alcool e si aggira ubriaco per il paese con ossa in mano. Ma c’è anche la Ciocia, unico personaggio femminile interpretato da un uomo. È la moglie serva del “bello”, è legata a lui da una corda con cui il bello la trascina ai suoi ordini. È il simbolo della condizione della donna in montagna. È l’unica con diritto di parola e continua a lamentarsi tutto il giorno con una litania, con battute sulla politica del paese, della giunta, su persone specifiche, mai citate direttamente, ma chiaramente riconoscibili, oppure si lagna della sua condizione, di chi spazza la casa, fa la vita della serva mentre il marito è in giro a bere o a donne. Tutto in dialetto, ovviamente, la lingua ufficiale della festa.

Informazioni

Comune di Schignano Via Giobbi, 42 22020 Schignano (CO) Tel. 031.819603 Fax 031.819717 comunedischignano.comune@tin.it