Rievocazione di un fatto storico realmente accaduto alla fine del XVIII secolo, quando Simone Cacciaconti, Signore del contado, dopo essere stato cacciato dalle proprie terre, ritorna nel borgo e con i suoi armati mette a ferro e fuoco il paese.

Descrizione

Montisi è un antico Borgo dalla lunga storia e la Giostra di Simone che ogni anno viene corsa la domenica più prossima al 5 Agosto, festa della Madonna delle Nevi, patrona di Montisi, ne rievoca una parte importante, facendone rivivere un fatto storico realmente accaduto alla fine del XVIII secolo, quando Simone Cacciaconti, Signore del contado, dopo essere stato cacciato dalle proprie terre, ritorna nel borgo e con i suoi armati mette a ferro e fuoco il paese. Dopo tale spedizione il Conte con i suoi uomini, visto che non poteva tenere la posizione, anche per la reazione degli abitanti del borgo, deve scappare a Siena e alla sua morte, lascia tutti i suoi territori all’Ospedale di Santa Maria Della Scala. Proprio per ricordare questo avvenimento, il popolo di Montisi pensò di rievocare questo episodio con la Giostra, di cui ne parlano già alcuni libri contabili del 1700 conservati nella Chiesa della Madonna della Torricella. La Giostra è durata, a periodi alterni, fino alla seconda guerra mondiale ed era corsa all’interno del borgo. Nel 1972 alcuni cittadini pensarono di riproporla per dar vita a questo paese che ormai stava morendo per il continuo spopolamento del territorio. Da allora è pian piano cresciuta e migliorata in ogni suo aspetto, specialmente per il Corteo Storico composto attualmente da 70 figuranti fra Dame, Cavalieri, Massari, Armigeri, Tamburini, Chiarine, Sbandieratori ecc.. La Giostra si svolge in un apposito campo, in piena campagna, di grande impatto scenografico e ambientale. I cavalieri che rappresentano le quattro contrade, Castello, Piazza, San Martino e Torre , gareggiano armati di lancia, cercando di colpire, al termine di una corsa a pieno galoppo, il “buratto”, effige di Simone che reca sul braccio sinistro un bersaglio e sulla stessa spalla un anello detto “campanella” mentre sulla mano destra regge il “flagello”, sorta di scudiscio munito di palle, pronto a colpire il cavaliere che non sarà veloce nel suo attacco. Alla contrada di cui il cavaliere alla fine delle quattro “carriere” avrà totalizzato il maggior numero di punti viene assegnato un drappellone dipinto, chiamato a Montisi “Panno”.

Informazioni

Biancucci Cesare Cell. 349 5577284 Barbieri Elisa Cell. 339 3516685

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