Descrizione

Le Baìe della Valle Varaita sono feste rituali che si svolgono durante il periodo di Carnevale e risalgono alle antiche “Abbadie” medioevali, termine che indicava sia le compagnie di giovani, i cui capi erano chiamati (con una denominazione presa a prestito dal linguaggio monastico) aba’, abati, sia le feste che essi organizzavano. Particolarmente famosa è quella di Sampeyre che si svolge ogni cinque anni, con la partecipazione di centinaia di uomini e grande entusiasmo popolare. In essa sia i costumi, sia il percorso, sia gran parte del cerimoniale sono fissati dalla tradizione e poco spazio è lasciato all’improvvisazione medioevale. Tra i suoi vari significati è particolarmente evidente quello della rievocazione storica della cacciata dei Saraceni dalla Valle, avvenuta un millennio or sono ad opera di alcuni eserciti di montanari confederati tra loro. Alla rappresentazione partecipano quattro Baìe: Sampeyre capoluogo (Piassa) Calchesio (lo Chochéis) Rore (Rore) Villar (lo Vila’) ognuna di esse si presenta come un esercito in festa provvisto di uno “Stato Maggiore” cui si aggiungono altri personaggi, come I Espos o lou Viéi e la Vièia, che pur non avendo combattuto festeggiano la riconquistata libertà. Alcuni tra i personaggi più curiosi sono i Mòro e i Turc, presenti solo nella Baìa del capoluogo: i Mòro cavalcano asini e i Turc procedono a piedi e in catene. Nella tradizione popolare sono i prigionieri dei Saraceni liberati dalle milizie valligiane. Secondo alcuni invece i Turc sarebbero i Saraceni fatti prigionieri. L’Arlequin ha il viso tinto di scuro, gli abiti grotteschi, il cappello ornato di gusci di lumaca o pezze colorate e tiene in mano uno scoiattolo o un topo morto che agita per far ribrezzo, spaventare la gente e mantenere l’ordine. Dello Stato Maggiore fanno parte, tra gli altri, anche gli Usoart, le guardie di altri personaggi. Portano una spada e un fucile e il loro copricapo, uno dei più particolari, è una sorta di mitria interamente ricoperta di nastri avvolti in piccole coccarde. Esso è inoltre ornato da uno specchietto, da perline e da lunghi bindel che scendono in gran quantità lungo la schiena. Il cappello e il costume dell’Usoart ricorrono in personaggi presenti in feste primaverili dell’area alpina. Una curiosità: da tempo immemorabile le donne non partecipano alla Baìa e tutti i personaggi, anche quelli femminili, sono interpretati da uomini. Alle donne è affidato l’impegnativo compito di confezionare i costumi e di arricchirli con gli antichi e variopinti nastri di seta. Fonte: Comunità Montana Valle Varaita Si ringrazia l’A.T.L. del Cuneese per le informazioni fornite.