Il 15 maggio a Gubbio si ripete il rito della "Corsa dei Ceri" che coinvolge emotivamente tutta la cittadinanza ed il pubblico presente in uno spettacolo tra mistico e profano.
La Corsa dei Ceri di Gubbio è una delle manifestazioni più singolari d'Italia e così sentita che i Ceri sono diventati il simbolo della regione Umbria.
Di cosa si tratta? E' una manifestazione antichissima che sembra abbia origine nel 1160, anno della morte dell'amato vescovo della città Ubaldo Baldassini.
Ogni 15 Maggio, vigilia del lutto, da allora Gubbio aspetta con trepidazione il compimento di questo atto devozionale: in origine era una grande Luminaria con candele offerte dalle corporazioni d'Arte e Mestieri, che percorreva le vie del paese fino al Monte Igino, dove è sepolto, nell'omonima Basilica, Sant'Ubaldo.
Nel Cinquecento le candele vennero sostituite con tre strutture in legno tutt'ora in uso nella loro forma originaria (più volte ricostruiti), portati in spalla dai ceraioli, che si susseguono per tradizione familiare. Sulla sommità del Cero le statue di S. Ubaldo, patrono della città, San Giorgio protettore dei commercianti e Sant'Antonio protettore dei contadini.
Nella corsa ceraioli e visitatori compartecipano con applausi, incitamenti, grida lungo il percorso di quattro chilometri per le vie della bella cittadina umbra.
Non c'è gara perché i ceri arrivano nello stesso ordine di partenza. La sfida per i ceraioli è con se stessi, in questa prova di abilità, forza ed esperienza, per portare "sano e salvo" il cero alla Basilica, pur spesso scivolando o sfiorando mura e finestre, facendolo oscillare paurosamente. I ceri devono correre alla massima velocità, rispettare l'ordine di gara, onorare il Patrono contribuendo così al successo della manifestazione.
Testo a cura di Chiara Zirino
Ultimo aggiornamento: mercoledì 20 aprile 2011 - Commenti (2)
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Categoria: Feste popolari
Segnalato il: 02/01/2001
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marcello il lunedì 18 maggio 2009 ha scritto:
Penso che non esista al mondo una "festa" di popolo, come questa. E' impossibile descriverla e trovare una razionalità: non è una gara, ma c'è competizione; non è una festa religiosa, ma ci sono atti di fede, di religiosità .. e bestemmie; non ci sono premi, e non c'è neppure l'esibizionismo individuale. E' una corsa massacrante per i "ceraioli" che rischiano la pelle, o almeno seri danni, ma che non esitano a rischiarli per il "cero". Coinvolge tutti, non solo i protagonisti; coinvolge le emozioni più forti: la paura, l'incoscienza, il gusto del rischio, la forza, la gentilezza; insomma, non si può descrivere, deve essere vissuta.
teresa il lunedì 12 novembre 2007 ha scritto:
è uno degli eventi piu' belli d'italia!!!
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