L'uomo Cervo, CASTELNUOVO AL VOLTURNO

Da domenica 10 febbraio 2013 a domenica 10 febbraio 2013
Attenzione! Non abbiamo avuto notizie certe sullo svolgimento dell'edizione di quest'anno. Pertanto le date indicate non sono attendibili in quanto calcolate in base alla recensione dell'anno scorso. Prima di mettersi in viaggio vi consigliamo di contattare gli Enti Pubblici e/o Organizzatori. Per segnalare eventuali errori scrivere a redazione@folclore.eu

Revisione: domenica 29 gennaio 2012 - Commenti (4)

L'ultima domenica di carnevale, a Castelnuovo al Volturno, frazione di Rocchetta al Volturno (Isernia), si ripropone un’antichissima rappresentazione.

Uomini, donne, bambini, da soli o a piccoli gruppi si radunano, osservano, si salutano, parlano. Col passare dei minuti il vocio diventa sempre più forte e si amalgama con una intrigante atmosfera d'attesa.

Quando il buio comincia ad avvolgere ogni cosa e l'aria è sempre più fresca e silenziosa si ode uno strano rumore provenire dalla parte alta dell'abitato. Dapprima un rumore indistinto, poi sempre più chiaro: è il tintinnio di più campanacci, suonati con una cadenza ossessiva. La gente prova un brivido quando il gruppo di figure appare sulla sommità della salita che porta anche al borgo vecchio. Come uscite da un incubo primordiale sono le Janare, le streghe, dai lunghi capelli stopposi, dai volti grifagni. Esse scendono verso il pubblico sconcertato e incuriosito, suonando il campano con ritmo sempre più serrato, movendo passi di una lugubre danza ad annunciare che un evento straordinario e terribile sta per accadere. Giunte nella piazza, queste singolari creature sciolgono il loro sodalizio e si disperdono correndo tra le case e la gente.

L'atmosfera, carica di tensione, è pronta ad accogliere l'evento.

Ed ecco gli zampognari che, con passo lento come la melodia delle loro zampogne, avvertono che sta arrivando.

La platea ammutolisce.

Un grido allarmato risuona nell'aria greve: "Gl' Cierv'! Gl' Cierv!'".

Rapidamente diventano sempre più distinti rumori di numerosi, altri campanacci, grida, versi inusuali; cresce l'animazione e la folla, con un clamore stupito, accoglie l'arrivo della Bestia.

Con grandi corna ramificate sul capo, interamente coperto di ruvide pelli, il volto, le mani dipinti di nero e il petto ornato di campanacci difformi, l' Uomo Cervo, gl' Cierv, ostenta tuta la sua forza, vitalità e cattiveria.

Con minore vigoria ma altrettanta vivacità è assecondato dalla sua compagna Cerva, con un pellame più chiaro e movenze più aggraziate.

Entrambi aggrediscono e distruggono tutto ciò che incontrano sulla loro strada, terrorizzando l'impotente paese.

Solo Martino, misterioso personaggio vestito di bianco e con un lungo cappello a cono, mago o folletto venuto dalla montagna, cerca di arginare la furia delle Bestie. Con loro ingaggia una lotta impari, armato soltanto del suo bastone.

Dopo un duro combattimento fatto di salti, corse, capriole, bramiti spaventosi, Martino riesce a soggiogare l'Uomo Cervo e la compagna, legandoli strettamente con una corda. Nonostante questo le Bestie continuano ad ostentare aggressività, cercando di sopraffare in qualsiasi modo il loro controllore, deridendo la folla, rifiutando con disprezzo la polenta offertagli come pacificazione, tentando improbabili quanto disperati caracolli, fino a che il furore non predomina ed essi si liberano riprendendo a sfogare tutta la potenza animale.

C'è un momento più compassato, quando gl' Cierv' cede alle lusinghe della Cerva per vivere "la stagione degli amori", ma subito dopo ricomincia, più forte, la sarabanda. Nulla sembra più in grado di fermare le Bestie.

Ecco allora comparire, materializzato dal destino, il Cacciatore. Impassibile come un giustiziere si pone di fronte all'Uomo Cervo e alla sua compagna. Freddo e preciso li colpisce.

Le Bestie lentamente si accasciano in un improvviso silenzio.

La gente è attonita, come si è attoniti ogni volta che si insinua la l'idea della morte. Adagio il Cacciatore si avvicina ai due corpi inerti, su di loro si china e soffia nelle loro orecchie e, come per incanto le Bestie rivivono, mondate da ogni male, in una ritrovata dimensione naturale.

E mentre un generale sospiro di sollievo allenta la tensione anticipando il sentimento di allegrezza che pervaderà di lì a poco la piazza, un grande falò purificatore viene acceso.

L'Uomo Cervo e la Cerva, in un'atmosfera festante e presaga di ottimi auspici, si allontanano tornandosene nei boschi sui monti.

Dai vicoli, dalle case, d'in mezzo alla gente tornano le nere figure delle Janare. Come attratte dalla forza del fuoco vi si radunano attorno e danzano perché, ricordano, la magia pervade ogni angolo della terra, ogni momento della nostra vita, se soltanto abbiamo la capacità di cercarla.

Così si presenta il rito che si ripete ogni anno a Castelnuovo.

Di Giuseppe Tomassone e Fabio Milani


Testo a cura di Redazione

Attenzione! Non abbiamo avuto notizie certe sullo svolgimento dell'edizione di quest'anno. Pertanto le date indicate non sono attendibili in quanto calcolate in base alla recensione dell'anno scorso. Prima di mettersi in viaggio vi consigliamo di contattare gli Enti Pubblici e/o Organizzatori.

Associazione culturale "Il Cervo"
Corso Risorgimento, 61
Castelnuovo al Volturno (IS)
Tel 0865954263
Fax 0865954263
Gsm 3387788993

Categoria: Sagre
Segnalato il: 04/03/2006
Visite alla scheda: 9.159

Sito internet:
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I contributi degli utenti

Stefano Cristofani il domenica 1 febbraio 2009 ha scritto:

Per motivi giornalistici ho assistito alla festa nel 2004 e da subito ho notato che c'è qualcosa di esoterico misto ai culti pagani legati alla madre terra. Spero di tornare a Castelnuovo per questa edizione 2009. Non per aprire una polemica con Dino ma la figura dei reporter è a prezioso supporto di quella dei giornalisti. Si parla di questo splendido rito anche grazie al nostro lavoro.

andrea martino il mercoledì 14 maggio 2008 ha scritto:

sono un fans dell'uomo cervo e non solo, ma anche di quel paese bellissimo che è castelnuovo, dico così perchè la legenda dell'uomo cervo se fosse stata ambientata in un altro posto non avrebbe trasmesso quell'emozione che solo castelnuovo può darti. per chi non l'ha mai visto è da vedere!

Dino Viani il martedì 18 marzo 2008 ha scritto:

La festa è straordinaria, massacrata impunemente da reporter senza scrupolo armati di flash, fari accesi ecc, che si aggirano indisturbati nello spazio scenico confusi tra comparse e figuranti. Una vergogna!

stefano il sabato 8 marzo 2008 ha scritto:

ciao sono uno studente molisano, purtroppo non sono mai stato in questa festa, perchè studio a bologna. Però volevo fare i miei complimenti agli autori dell'articolo, che mi ha fatto vivere, seduto a tavolino, l'atmosfera dell'evento, come se lo stessi osservando dal vivo. Avreste per caso qualche titolo di canzoni tradizionali che vengono suonate durante la festa? grazie ciao a tutti e buon lavoro

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