Revisione: domenica 21 febbraio 2010 - Commenti (0)
E' la festa più importante della vallata, si tiene nella frazione Monastero. L'origine della sagra è assai antica ed è legata, secondo la leggenda, alla figura di un celebre frate dell'Ordine degli Umiliati: Fra Benigno, al secolo Ippolito de' Medici, appartenente alla nobile famiglia fiorentina.
Benigno o Giovanni Ippolito, come fu chiamato alla nascita, era di bell’aspetto, tanto che familiarmente gli fu dato il soprannome di Bello. E conservò sempre un portamento distinto e cura nell’abbigliamento, anche se sotto portava il cilicio di penitenza.
La sua vita fu un continuo peregrinare per diffondere la pratica della preghiera e dell’aiuto al prossimo: dapprima, per nove anni, alla corte di Francia, chiamato dal re per la sua voce angelica, poi in Sicilia, in Spagna, in Svizzera e nei Grigioni, in Valtellina e in Valchiavenna, nel Veneto, nel Trentino, nella Bergamasca, morendo infine ad Assoviuno, che diverrà in seguito Monastero, sul versante retico tra Ardenno e Berbenno. Tornò in Toscana tre volte: a Firenze, a Pisa e a Volterra per mettere pace durante le cospirazioni contro i Medici, che stavano imponendo la loro egemonia.
A 86 anni compiuti, dopo aver toccato un centinaio di località con l’intenzione di fondare nuovi conventi, si mise alla ricerca di una sede definitiva in Valtellina e Valchiavenna; scartata l’abbazia a Dona, presso Prata perché in precarie condizioni, optò per Assoviuno, dove nel 1294 era stato fondato un convento.
Benigno, uomo di notevole cultura religiosa, laureato in teologia, condusse sempre una vita di rinuncia, senza mai ostentarla e, a conferma della sua volontà di penitenza, nel 1401 passò dall’Ordine degli Umiliati a quello più rigoroso degli Eremitani di San Gerolamo di Fiesole.
Già prima della sua morte era considerato santo dal popolo; subito dopo fiorì il suo culto e la sua festa, presente nel Martirologio stampato nel 1675, venne fissata al 12 febbraio e continua ancor oggi ad esercitare un forte richiamo in Valle.
Con l’atmosfera festaiola, la profusione di vino Maroggia e la preparazione di gustose pietanze a base di gallina lessa in una cornice di richiami folcloristici e serate danzanti, coesiste a Monastero una devozione sentita a San Bello con canti che sanno d’antico e l’urna con le reliquie del Beato Benigno da portare per le vie del paese.
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 329.216.20.55
Comune Berbenno di Valtellina
Piazza Municipio, 1
23100 Berbenno di Valtellina (Sondrio)
Tel 0342.492108 - Fax 0342.590359
info@comune.berbenno.so.it
Categoria: Sagre
Segnalato il: 15/09/2002
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stupendo paese bella anche la festa !!!! ma riguardo l organizzazione pessima e vergognosa non sono in grado di ...
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Complimenti per l'organizzazione. Visto il tema, avete pensato ad invitare il Presidente del Consiglio?...
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Ho partecipato quest'anno per la prima volta a questa rievocazione. Bei costumi, finti duelli, un corteo di messeri ...
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un bell evento bei spettacoli in un luogo carino...
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Credo che ormai nel 2010 sia assurdo mantenere una "tradizione" inutile come quella del palio dell'anatra, provocando ...
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Gentili Turisti
rispondiamo, seppur con evidente ritardo, alla Signora Elisabetta:
La ringraziamo anzitutto ...
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