Revisione: martedì 8 novembre 2011 - Commenti (7)
Cremona è ormai considerata la capitale del Torrone. La leggenda vuole che il dolce fosse ufficialmente presentato in occasione delle nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, il 25 ottobre 1441.
È questa la voce della favola a cui si affianca la storia di un dolce che, magari non si chiamava torrone, ma le cui origini risalgono al Medioevo. Cremona era al tempo un importante centro commerciale, grazie alla sua posizione lungo il fiume Po. Crocevia di traffici mercantili, la città del Torrazzo fu meta di mercanti che commerciavano spezie e stoffe preziose, provenienti dall’Oriente e dal bacino del Mediterraneo. La città, nella prima metà del XIII secolo, fu eletta capitale del nord Italia da Federico II che vi si stabilì con la sua corte e quindi, presumibilmente, anche con i suoi cuochi. La corte federiciana costituì una sorta di punto di connubio fra la cultura Occidentale, latina, e quella araba, e non è improbabile che proprio agli spezieri, ai cuochi di Federico II si debba il lungo viaggio del dolce dalle calde terre dell’Islam fino alla pianura padana, complice il prestigio della città e quella via di comunicazione importantissima che fu il Po, determinante non solo per i commerci ma anche per gli incontri della cultura, delle tradizioni e dei costumi di popolazioni e genti differenti. È in questo periodo a cui devono, con ogni probabilità, farsi risalire le origini del dolce a base di mandorle, miele, e albume.
Il dolce, tipico dell’area mediterranea, è di probabile origine araba e se ne ha notizia proprio in un testo tradotto dall’arabo in latino da Iambobino da Cremona, vissuto fra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo. Nel testo si trova una ricetta molto simile all’attuale torrone. In realtà il piatto sembra rifarsi più a un croccante, in quanto negli ingredienti manca l’albume e sono invece presenti mandorle sgusciate, zucchero seccato e tritato in porzioni uguali, posti sul fuoco con aggiunta di acqua di rose ben zuccherata e aromatizzata dalla canfora. Al di là delle ipotesi storiche una cosa sembra certa, il torrone si caratterizzò, da subito, come prodotto locale, venduto dagli aromatari o speziali. Il commercio del dolce fu tale che provocò l’intervento del senato di Milano per evitare frodi all’ordine del giorno. In un ordine del senato di Milano del 1572 si stabilisce infatti di vendere torrone, cotognata o altra frutta in scatole dal peso stabilito, per evitare imbrogli ai danni dei consumatori cinquecenteschi.
La fortuna del torrone è confermata da altri documenti che attestano come il dolce fosse un ingrediente della cucina cremonese e non mancasse mai sulle tavole, soprattutto in occasione delle feste. I funzionari spagnoli infatti in un documento ringraziano i cremonesi per il dono di «scattole 30 torrone, et albarelli (vasetti) de codogni in zucaro et 13 salami». Gli ambasciatori cremonesi nella capitale del ducato fanno di più, caldeggiano il dono del dolce in occasione del Natale, un modo come un altro per addolcire i politici e guadagnarsi qualche facilitazione sul piano dei negoziati fra le due città. A confermare come la cotognata e il torrone fossero prodotti locali sono le Leggi suntuarie del 1572 che vietavano l’uso e il commercio di marzapane, confetti, torte di pinoli e canditi, ma non mettevano nessuna limitazione all’uso e consumo del torrone. Sono questi i segni di una nascita e sviluppo cremonese del torrone che, se pure non è certo fosse consacrato con tale nome nel celebre matrimonio, rimane un segno dolce nella storia della città del Torrazzo.
Testo a cura di Redazione
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Categoria: Sagre
Segnalato il: 28/06/2002
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Renato Chessa il martedì 8 novembre 2011 ha scritto:
E'la prima volta che verrò alla festa del torrone ma sono sicuro che non tornerò a Venezia deluso. Vorrei sapere però le date precise dell'edizione di quest'anno
barbara il domenica 21 novembre 2010 ha scritto:
sono stata a questa manifestazione e ne sono tornata veramente delusa. Festa del torrone si, ma del violino non si è vista traccia se non un accenno nelle forme del torrone. Mi aspettavo una manifestazione di uno spessore molto più alto visto che si parlava di Cremona la patria del violino....
MICHELE VASSALLO il giovedì 5 novembre 2009 ha scritto:
siamo due anni che veniamo ma è sempre un piacere
Maurizio Monarca il lunedì 24 novembre 2008 ha scritto:
Ottima occasione per visitare la città e assistere ad una ottima manifestazione.Complimentissimi agli organizzatori e al gruppo Camper Club Torrazzo per la squisita accoglienza
Silvana il venerdì 24 ottobre 2008 ha scritto:
Più che una manifestazione, è un mercato del torrone all'aperto. Centinaia di bancarelle che lo vendono e poco di più intorno. Una vera delusione!
Luca il domenica 18 novembre 2007 ha scritto:
Ci sono stato per la prima volta quest'anno e sono rimasto veramente stupito da quanto era bella questa manifestazione COMPLIMENTI
gino belga il martedì 29 novembre 2005 ha scritto:
e stata una vera figata la migliore
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